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Il Credito al Consumo

Prestito Personale e Cessione del Quinto

Nel quadro dei finanziamenti studiati per assecondare le esigenze economiche dei consumatori supportandone gli acquisti, nasce il credito al consumo, ovvero la possibilità di elargire dei finanziamenti ai consumatori non finalizzati, con l'unica vincolo nell'impossibilità di fare uso della  somma  erogata per motivi imprenditoriali.

Un tipo di finanziamento che rientra nel credito al consumo, ed è forse il più diffuso, è il prestito personale. Sfruttabile per somme che non superino i 30,000, 00 Euro il prestito personale libera liquidità per il soggetto richiedente senza l'obbligo di giustificativi di spesa per motivare la somma richiesta. Tuttavia per colui che fa richiesta di prestito può risultare conveniente esplicitare le finalità per le quali inoltra la sua domanda,  dal momento che spesso gli istituti di credito a seconda che si tratti di una richiesta legata solo ad una  esigenza di liquidità oppure dipendente da una spesa che si deve affrontare possono praticare tassi di interesse differenti. L'istituto che eroga il prestito effettua sul soggetto richiedente le verifiche di routine per saggiarne l'affidabilità creditizia, è decisamente improbabile che una persona presente nelle banche dati come cattivo pagatore venga finanziato, ma a parte questo di norma non viene fatta richiesta di particolari garanzie per questo tipo di prestito che viene rifuso ratealmente secondo un piano di ammortamento che prevede  rate fisse  e un tasso d'interesse abbastanza oneroso. In alcune circostanze può essere richiesta la firma di un garante e a volte, sebbene l'estinzione anticipata sia sempre possibile, ad essa può essere legata una penale che può prevedere fino al 1% dell'importo finanziato.
Un altro tipo di prestito relativo al credito al consumo è la cessione del quinto dello stipendio.
Ad appannaggio esclusivo dei lavoratori dipendenti e dei pensionati , è un tipo di prestito non finalizzato che da la possibilità di ottenere un prestito rifondendolo con una trattenuta diretta dal proprio stipendio o pensione. La rata di rifusione del prestito non può superare 1/5 dello stipendio netto mensile e viene indirizzata direttamente all'istituto finanziatore dal datore di lavoro o ente pensionistico. A garanzia di questo tipo di prestito ovviamente la propria busta paga, il TFR e la stipula di polizze vita e lavoro; una serie di credenziali che rendono accessibile questo tipo di finanziamento anche a chi ha avuto problemi di insolvenza o protesti in passato e risulta dunque un cattivo pagatore. A seconda poi della vostra anzianità di servizio, della vostra categoria lavorativa, dipendenti pubblici, statali, parastatali, potrete avere accesso a condizioni e agevolazioni particolari. 

Se di norma questo tipo di prestito si tende a concederlo a chi ha un contratto a tempo indeterminato, è pur vero che qualora venga fatta richiesta di una somma per cui si prevede un periodo di rifusione non particolarmente lungo, vengono presi in esame anche contratti a tempo determinato, in tal caso ovviamente avrà un certo peso la solidità dell'azienda per la quale si lavora.